Mafia Capitale: cadono le accuse di associazione mafiosa

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Con un'ordinanza, il giudice Rosanna Ianniello ha liberato anche chi era sottoposto ai domiciliari e all'obblico di firma. Tra le richieste di condanna più alte anche quella a 21 anni per l'ex amministratore delegato di Ama, la municipalizzata dei rifiuti, Franco Panzironi. Il 27 aprile scorso i sostituti Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli avevano sollecitato condanne per complessivi 515 anni. Così hanno stabilito i giudici della X sezione penale di Roma comminando, al contempo, condanne esenplari ai principali imputati del processo cominciato il 5 novembre del 2015 e terminato il 13 luglio 2017. 46 gli impuntati di cui 19 dovranno rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso. I giudici hanno detto che "la mafia a Roma non esiste, come andiamo dicendo da 30 mesi" ha detto l'avvocato di Massimo Carminati, Giosuè Naso. Si tratta dell'ex capogruppo del Pdl in Comune Luca Gramazio, l' ex amministratore delegato di Ama Franco Panzironi, l'ex dirigente di Euro spa Carlo Pucci i collaboratori di Carminati, Riccardo Brugia, Roberto Lacopo e Matteo Calvio; la segretaria di Buzzi, Nadia Cerrito, il commercialista Paolo Di Ninno, la compagna dell'imprenditore, Alessandra Garrone, Carlo Maria Guarany e Claudio Caldarelli, entrambi stretti collaboratori di Buzzi. "Mi auguro che alla luce di questa decisione la mia permanenza in carcere stia per finire". Cade l'accusa di associazione mafiosa a 19 imputati del processo a mafia capitale, tra cui i presunti capi Carminati e Buzzi. E con loro erano in grado di "governare" la città. E ancora: 80mila intercettazioni telefoniche e ambientali trascritte, 10 milioni di carte e altri 4 milioni di pagine di brogliaccio. Sono serviti circa 20 mesi e oltre 240 udienze per portare a conclusione il maxi-processo Mafia Capitale. Undici anni per il presunto braccio destro di Carminati, Ricardo Brugia, 10 per l'ex ad di Ama Franco Panzironi.

Su 46 imputati, cinque sono stati assolti. Secondo l'accusa Rotolo e Ruggiero avrebbero garantito i contatti tra Mafia Capitale e ambienti della 'ndrangheta.

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